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7 domande a: NAVE’ ORGAD

Navè ha partecipato a: Corso Avanzato di Reportage e Street photography, Corso Avanzato di Photoshop

 

San Pedro de Atacama, ChileCiao Navè, come nasce la tua passione per la fotografia?
Fin da bambino, come tanti altri, ho usato la macchina fotografica compatta. Il vero salto è avvenuto quando ho ereditato l’ attrezzatura professionale analogica di mio padre, avevo 15 anni. E’ stato “normale” inziare a fotografare durante i miei viaggi e durante le gare di auto e moto che andavo a vedere in autodromo.

Qual è la difficoltà più grande che trovi nella fotografia di viaggio?
Sono due… La prima è la schiavitù nei confronti dell’ attrezzatura per quanto riguarda pesi e rischio di furti, e la seconda è che il tempo non basta mai.

Qual è stata la condizione più “estrema” in cui hai fotografato?
Ho fotografato a -10° a 5000 m di quota, ma anche a 50° con 98% di umidità… La difficoltà non è tanto per l’ attrezzatura quanto per il fotografo!

Per un totale massimo di 100, quanti punti dai a – avere una buona attrezzatura – documentarti sul luogo che stai per fotografare – lasciarti andare all’istinto?Stunning view of Machu Picchu archeological site in Cuzco Cuzco province, Peru.
Credo che siano tutti fattori fondamentali per la riuscita di un ottimo scatto, benchè nessuno sia sufficiente da solo ed allo stesso tempo neanche tutti e tre siano sufficienti. Servono anche tecnica, passione e spiritio di sacrificio. Dovendo rimanere sui tre succitati fattori, dal mio punto di vista nella fotografia di paesaggio documentarsi conta 40, attrezzatura 40, istinto 20.

Quanto pensi che sia importante la post-produzione nella fotografia digitale?
Ahimè tanto! Per me che vengo dall’ analogico, era importante fare tutto giusto e subito già in fase di scatto… sia l’ inquadratura che l’ esposizione. Oggi è più facile per tutti presentare delle belle immagini, a volte partendo da scatti mediocri. Credo che la differenza oggi si possa fare maggiormente con soggetti ed inquadrature azzeccate che con esposizione corretta. Ritengo comunque che, data la natura stessa dei sensori delle macchine digitali, un minimo di post sia sempre opportuno farla.

Qual è il viaggio fotografico dei tuoi sogni?
Ovviamente un Round The World di 24 mesi.

Cosa consiglieresti a chi si approccia all’arte fotografica?
Consiglierei di cercare di fotografare come se la post-produzione non esistesse. Cercate la luce giusta, l’ ora giusta, l’inquadratura giusta, invece di pensare che “tanto tutto si può sistemare dopo”. Benchè questo sia in parte vero, io credo che il fotografo sia colui il quale cattura il momento, e non chi lavora un’ ora su una foto per renderla presentabile. Nulla può sostituire la luce giusta ed il momento giusto.